TED TALK: The official Ted Guide to Public Speaking

di Chris Anderson

INTRO

Sai qual’è una delle più grandi paure dell’essere umano ? Sicuramente non è la prima che ti è venuta in mente !  La cosa che l’uomo teme di più in assoluto è “parlare in pubblico”.

Quante idee potenzialmente affascinanti rimangono rinchiuse nelle teste di ognuno di noi semplicemente per questa paura immobilizzante.

Immagino conosciate TED, un evento itinerante dove grandi menti di tutte le discipline condividono idee e pensieri attraverso degli speech di breve durata. (se non lo conoscete cliccate qui e vi si aprirà un mondo).

Risulterà difficile da credere, ma anche queste brillanti personalità vivono la nostra stessa ansia.  Questo perché gli organizzatori del TED, invitano gli speakers per le loro idee e non per le loro abilità oratorie.

Chris Anderson, capoccia del TED, ha scritto questo libro basandosi sulle linee guida che vengono fornite proprio ai relatori. Inoltre ci fornisce tutti quei consigli che ha elaborato nel corso degli ultimi trent'anni che renderanno la nostra ansia da prestazione piu’ gestibile e i nostri interventi piu’ efficaci.

 

ELEMENTI CHIAVE: Ti può essere utile se...

  • Vuoi parlare del tuo lavoro ad un gruppo di colleghi.

  • Vuoi tenere un workshop o un semplice corso di fotografia.

  • Sei stato invitato come relatore ad un workshop o seminario e te la stai facendo sotto.

 


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Parlare in pubblico è un ottimo modo per condividere le tue idee. Chiunque può imparare a farlo.

Fra qualche giorno ti dovrai presentare al workshop dove sei stato/a invitato/a a parlare davanti ad un gruppo di cento fotografi pronti a imbruttire ad ogni tua sbavatura. La verità è che probabilmente starai maledicendo il giorno in cui hai accettato la proposta. L’ansia di sta letteralmente divorando. 

Ti starai facendo mille domande del tipo: ma cosa gli racconto a quelli ? e se faccio una figura di merda ? e se le mie fotografie non piacciono a nessuno ? e una serie inenarrabile di dubbi esistenziali. 

Ma come mai accade tutto questo?

Noi umani siamo creature sociali, e quando parliamo in pubblico, mettiamo in gioco qualcosa a noi molto cara - la nostra reputazione. Dipendiamo gli uni dagli altri per la nostra sopravvivenza e quindi investiamo molto nell'essere rispettati e supportati. 

Ma non preoccuparti, anche se la tua paura del rifiuto supera ampiamente la tua autostima, puoi comunque parlare bene in pubblico e diffondere la tua storia. Il buon Chris ci mette davanti due esempi.

Monica Lewinsky. Nel 2015, ha tenuto un TED Talk sulla vergogna pubblica sofferta in seguito alla sua relazione con l'ex presidente Bill Clinton. Prima del discorso, era estremamente nervosa. Sapeva che milioni di persone avrebbero ascoltato ed era terrorizzata dal fatto che lei avrebbe danneggiato ulteriormente la sua reputazione. Ma alla fine, il pubblico le ha fatto una standing ovation e un flusso infinito di recensioni online brillanti.

Vi invito ad ascoltare le sue parole qui.

Parlare in pubblico è un'abilità che può davvero imparare chiunque. Ad esempio, in Kenya, un ragazzo di 12 anni di nome Richard Turere ha inventato un sistema per impedire ai leoni di uccidere il bestiame della sua famiglia. Si era reso conto che i predatori avevano paura quando le luci si accendevano e spegnevano in sequenza. Decise a quel punto di costruire questo rudimentale strumento e offrirlo pure alle famigli degli altri villaggi. Lo strumento divenne talmente popolare che il ragazzo fu invitato a tenere un discorso al TED in California.

Adesso immaginate un ragazzo di 12 anni che non aveva ancora mai lasciato la sua terra che improvvisamente si trovò a dover parlare davanti a centinaia di persone. Al solo pensiero rabbrividisco. Nonostante questo, grazie all’allenamento oratorio organizzato dal team Ted, Richard Turere fu capace di tenere incollate alla sedia le persone presenti.


 

Mostra la tua vulnerabilità e non tenere gli occhi bassi.

Non esistono pubblici uguali e non parlerai mai due volte. Tuttavia, ci sono alcune potenti tecniche che ti aiuteranno con quasi ogni discorso.

Innanzitutto occorre essere se stessi e non pensare a quello che farebbe un super mega premio Nobel su quel palco.

Gli umani si sono evoluti per proteggere le loro menti dalla conoscenza che potrebbe minare le loro percezioni del mondo. Di conseguenza, le persone sono spesso caute nell'aprirsi alle idee presentate da estranei.

Come relatore, devi disarmare il tuo pubblico per renderlo ricettivo al tuo messaggio; è qui che arriva il personale. Stabilire un contatto visivo e mostrare la tua vulnerabilità può fare molto per aprire le menti delle persone.

Mentre potresti essere spaventato a mostrare quanto sei nervoso - per esempio, arrossendo - segni come questo possono effettivamente essere utili in quanto dimostrano la tua vulnerabilità senza alcuno sforzo!

Ma questo non è tutto ciò di cui hai bisogno per catturare interesse occorre anche modo e capacità di semplificazione. Vediamo un po' come.


Puoi spiegare idee anche complicate usando un processo in cinque fasi.

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1. Trova il punto di partenza del tuo pubblico. Dopotutto, non sai cosa sa o cosa interessa il tuo pubblico, quindi è meglio iniziare con qualcosa che sarà sicuramente rilevante per loro.

2. La tua prossima mossa sarà stimolare la loro curiosità. Saprai che sei riuscito quando le persone iniziano a chiedersi "perché?" O “come?".

3. Il terzo passo è ripassare i tuoi concetti uno alla volta. Ricorda, non è mai una buona idea spiegare tutto in una volta. Fare ciò semplicemente confonderà il tuo pubblico e, alla fine, farà sì che la loro attenzione vada alla deriva.

4. E’ il momento di spararsi delle metafore. Le metafore sono utili poiché usano immagini e modelli che le persone già conoscono e quindi facilmente identificabili.

5. Il quinto e ultimo passaggio consiste nell'usare esempi per rendere il tuo discorso vivido e memorabile.


Le immagini non sono del tutto indispensabili.

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Ti sembrerà un suggerimento da pazzi ma spesso l’utilizzo delle immagini durante il tuo discorso potrebbe risultare controproducente.

Questo perché soprattutto inizialmente l'obiettivo del tuo discorso è quello di formare una connessione con il tuo pubblico. Devi conquistare la fiducia e l'utilizzo di immagini potrebbe interrompere questa connessione. Quindi, se il tuo discorso è su un argomento molto personale, probabilmente non vuoi distrarli con le slides. 

Ma molti discorsi beneficiano di alcuni aiuti visivi, a patto che siano forti e che rivelino, spieghino e facciano appello al tuo pubblico.

Dopo tutto, le immagini sono secondarie alle parole e dovrebbero sempre rivelare qualcosa che le parole da sole non possono.

Una volta che sei sicuro che le tue slides riveleranno qualcosa di prezioso, è importante verificare che anche loro illustrino esattamente il concetto che stai descrivendo e nient'altro.


Il tuo stile personale determina se usare o meno uno traccia.

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Non tutti si preparano per i colloqui allo stesso modo. Alcune persone potrebbero trarre beneficio dalla creazione di una presentazione su keynote o powerpoint, mentre altre danno il meglio quando fanno discorsi non preparati.

Iniziamo esaminando i vantaggi della preparazione di una presentazione.

In primo luogo, una traccia ci garantisce la possibilità di mantenere i tempi prestabiliti. Ti aiuta anche a strutturare i tuoi pensieri, perché sei costretto a preparare una sorta di tabella di marcia che ti da gli spunti sulle argomentazioni e sull’ordine da seguire.

Tuttavia, ci sono anche buone ragioni per fare un discorso senza “copione”.

Il pubblico di solito sarà in grado di dire se il tuo discorso è “a memoria”, perché semplicemente non sarai naturale. Parlare spontaneamente darà al tuo discorso un tono più reale. Quindi, se hai familiarità con il tuo argomento, lasciarsi andare potrebbe essere una buona idea.

Alla fine, entrambe le opzioni hanno i loro punti di forza, e in realtà si tratta solo di trovare il metodo che ti fa sentire più comodo e sicuro.

Al TED, avevano solo due regole: nessun leggio e nessun discorso programmato. Questo fino a quando non hanno capito che il modo migliore in assoluto per fare un discorso è quello che rende lo speaker a suo agio. Se qualcuno cerca di usare uno stile che è innaturale lo farà male.

TED lo scoprì nel 2010, quando il premio Nobel Daniel Kahneman fu invitato a tenere un discorso. Nonostante fosse un oratore veterano, durante le prove continuava a fare una pausa, cercando di ricordare quello che stava per dire. Di conseguenza, TED ha permesso a Kahneman di usare i suoi appunti dandogli la possibilità di tenere una presentazione brillante secondo il suo stile.


L’abito non fa il monaco ma considera cosa indossi.

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Prima doverosa precisazione. Vi starete chiedendo cosa c'entra l'illustrazione proprio sopra questo paragrafo. La risposta è semplice. Nulla ! Mi piaceva e l'ho inserita.

Quante volte è capitato di vedere delle nostre vecchie foto, o video, mentre in mezzo a tante persone indossavamo qualcosa che ad oggi non fa altro che farci gridare “come diavolo ero vestito”?

Per evitare di sentirti in questo modo durante la tua presentazione, Chris ci fornisce alcuni suggerimenti per scegliere l'outfit perfetto.

Per prima cosa chiedi al presentatore dell'evento se c'è un dressing code. Se è così, e se non sei del tutto a disagio con questi suggerimenti, allora lascia che il codice di abbigliamento ti guidi. Almeno ti dirà cosa indosseranno tutti gli altri e ti aiuterà a evitare figuracce.

Questo è importante perché gli umani emettono giudizi inconsci. Se vai sul palco in un completo totalmente diverso da quello di tutti i tuoi spettatori, potrebbero pensare che tu stia provocando o sia semplicemente sciatto. In altre parole, si faranno un'opinione prima ancora di sentirti parlare. 

Per quanto utili possano essere questi suggerimenti, il comfort è ciò che conta di più. Quindi, se indossare giacca e cravatta ti fa sentire un pinguino, allora dimenticale, anche se questo è ciò che il codice di abbigliamento richiede.

Il punto è che è essenziale indossare un abito che si adatti a te, anche se si tratta di una polo e di un jeans.


Gestisci la tua adrenalina.

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L'adrenalina probabilmente ti scorre nelle vene al solo pensiero di un palcoscenico. Questo è un bene fino a un certo punto.

Sul palco, l'adrenalina può spingerti a fare del tuo meglio ma puo’ anche accumularsi nel tuo corpo, causandoti contrazioni e scuotimenti. Se ciò accade, ci sono molti modi per affrontare la paura e i nervi.

Per prima cosa, ricorda che la paura dovresti usarla a tuo vantaggio. Pensa alla tua paura come motivazione per effettuare il tuo discorso. Pensare in questo modo aumenterà la tua fiducia e, alla fine, ti aiuterà a smaltirla.

Secondo, ricorda di respirare e respirare profondamente. L’ossigeno all’interno del tuo corpo porterà un senso di calma. È davvero così semplice. In realtà, solo tre o quattro respiri profondi ti aiuteranno a liberarti di un po' del tuo nervosismo.

Un'altra strategia facile è bere acqua. Quando l'adrenalina sale attraverso il tuo corpo, potresti iniziare a sentirti disidratato. Di conseguenza, la tua bocca si asciugherà e avrai difficoltà a parlare correttamente. Salivazione praticamente azzerata. Quindi, resta idratato.

E infine, cerca di individuare una faccia amichevole o due tra il pubblico. Questa semplice azione ti aiuterà a calmarti perché quelle persone inizieranno a sentirsi connesse a te.



Edoardo Morina