Good to Great

 

Il seguente articolo non è una traduzione, ne un riassunto del testo originale. Il suo utilizzo è stato effettuato sotto forma di ispirazione per dar vita ad un testo originale totalmente rivolto alle esigenze dei fotografi. Photographersbooks suggerisce l’acquisto del libro originale.



 

Ispirato da Good to Great
di Jim Collins



Intro

Quali sono le caratteristiche delle aziende che hanno fatto il salto di qualità?

Intendo quelle che per anni si sono comportate degnamente e che alla fine, non solo sono sopravvissute a tutte le intemperie del mercato ma hanno proprio spaccato.

Collins si è posto questa domanda e ha intrapreso una ricerca ad ampio spettro esaminando proprio quelle realtà che hanno raggiunto il successo.

Il libro si chiama appunto da “Good to Great”, non da “pippe a multinazionali”.

Cosa accomuna queste potenze ? Come si sono trasformate in tali ? Esiste un ingrediente segreto, tipo la curcuma nella pasta al tonno di mia nonna ?

Hai uno studio fotografico che funziona, le cose ti vanno bene, riesci a vivere con la fotografia. E’ già un buon punto.

Ma cosa occorre per fare il definitivo salto di qualità ? Quel balzo in avanti sia a livello economico che di riconoscibilità del tuo brand. Proviamo a scoprirlo nelle prossime righe.


Le Caratteristiche Comuni


  • Lo stile di leadership

Al momento della grande transizione, tutte le aziende che sono passate da buone a grandi avevano una leadership di livello 5, ovvero leader che si distinguevano contemporaneamente per umiltà e volontà professionale.

Le grandi ambizioni dei leader esaminati erano totalmente rivolte alla crescita aziendale più che alla loro gratificazione personale.

 
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Sono incredibilmente operativi, ma la loro devozione è prima di tutto verso l'organizzazione e il suo scopo, non per se stessi.

Invece di cercare le luci della ribalta, si concentrano sugli interessi a lungo termine delle aziende e lavorano costantemente per sviluppare successori.

I leader di livello 5 possono assumere diverse personalità sono spesso schivi, silenziosi, riservati e persino timidi. Ogni transizione da buona a grande è iniziata con un leader di livello 5 che ha motivato l'azienda con standard altissimi di strategia piuttosto che di personalità.

Esaminando il libro “The Emyth”, ti ho già parlato della differenza che si crea tra fotografo, imprenditore e manager, nell’esatto momento in cui decidi di aprire il tuo studio.

Quando ti trovi a capitanare la squadra che hai messo su, anche se fosse un singolo collaboratore, sei tu il punto di riferimento. Se, in quanto leader, pensassi al tuo tornaconto personale senza trasmettere l’importanza della causa aziendale commetteresti il peccato originale.

La gente che ti accompagna in questo lungo viaggio imprenditoriale, ha bisogno di sentire senso di appartenenza.

I tuoi collaboratori vogliono sentirsi parte di un qualcosa di più grande, all’interno del quale remare nella stessa direzione, tu compreso.

Diventi parte determinante dell’ingranaggio, non l’ingranaggio stesso.

Devi scindere il tuo ego dalla crescita del tuo studio.



  • Il team viene prima della strategia.

 
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Prima chi ... poi cosa . Semplice, lineare.

Collins nota un qualcosa che solitamente siamo portati a pensare in maniera opposta. Queste aziende hanno iniziato il loro grande salto scegliendo le persone giuste prima di definire la direzione da prendere.

Ammetto che questa cosa mi sorprende e mi fa riflettere. Ma ne traggo un consiglio mediato. L’autore infatti vuole enfatizzare l’importanza della scelta degli uomini giusti.

Ho spesso discusso dell’importanza di saper scegliere il giusto team e saper creare le giuste dinamiche per permettere una crescita costante. La generazione del team inizia, ovviamente, dalla scelta di chi far salire a bordo.

Ho sempre pensato, e continuo a farlo, che le persone giuste siano tali in base alla direzione che hai in mente. Non esiste la formuletta magica che ti dice chi è la persona giusta, ma esistono tante componenti che metti sul piatto della bilancia per valutare le tue scelte.

Alla fine dei conti qualsiasi strategia risulterebbe inutile se non si è tutti a bordo e tutti convinti.

Invece di impostare una visione e una strategia grandiosa, quindi radunare le persone in base a questa, le aziende good to Great hanno trovato le persone giuste, quindi hanno capito quale direzione prendere.

Ne prendo atto pur non condividendo totalmente il punto. Ma io sono io, Collins e Collins. Fossi in te punterei un euro su Collins.




  • Disciplina

Culture of Discipline: Persone disciplinate che si impegnano in un pensiero disciplinato e che intraprendono azioni disciplinate - operando con libertà all'interno di un quadro di responsabilità - questa è la pietra angolare di una cultura che crea grandezza. In una cultura della disciplina, le persone non hanno un lavoro; hanno delle responsabilità . Quando si fonde una cultura della disciplina con un'etica dell'imprenditorialità, si ottiene una magica alchimia che si traduce in prestazioni superiori.

Tratto dallo stesso libro di Collins.




Se non l’avessi capito, Collins crede molto nella disciplina. Questa è l’arma determinante per affrontare i momenti di difficoltà che ognuno di noi attraversa con il proprio studio. Avere una giusta serie di responsabilità legate a delle procedure e all’etica del lavoro può salvarci quando le cose non vanno proprio per il verso giusto.

Senza una disciplina radicata all’interno del nostro studio, ogni turbolenza verrebbe affrontata con decisioni improvvisate e poco conformi alla direzione stabilita.

Collins ha notato che le aziende da lui analizzate hanno avuto la capacità di tenere duro durante le crisi, mantenendo la calma e la capacità di attenersi alla visione nel lungo periodo. In questo modo, non solo hanno superato il momento, ma hanno anche triplicato il valore assoluto negli anni successivi.

La cultura della disciplina non è utile solo nei momenti negativi in realtà.

Quando il tuo studio cresce e diventa più complesso, solitamente si inizia a inciampare nel proprio successo: troppe persone nuove, troppi nuovi clienti, troppi nuovi servizi, troppi nuovi prodotti.

Quello che un tempo era molto divertente diventa una palla ingombrante di cose disorganizzate.

La mancanza di pianificazione, la mancanza di contabilità, la mancanza di sistemi e la mancanza di limiti di assunzione creano attriti.

I problemi emergono con i clienti, con il flusso di cassa, con i programmi.

"La magia creativa inizia a svanire mentre alcune delle persone più talentuose ti mollano, disgustate dalla burocrazia e dalla gerarchia in rapida crescita. L'entusiasmante *start-up* si trasforma in un'altra società, senza nulla di speciale”.

Occorre evitare la burocrazia come la peste bubbonica creando invece una cultura della disciplina.

Le aziende esaminate durante il loro percorso di crescita, non hanno permesso che si insinuassero burocrazia, gerarchia e controlli eccessivi.

Al contrario, hanno instillato una cultura della disciplina attraverso persone disciplinate, pensiero e azione. Questa cultura della disciplina, combinata con lo spirito dell'imprenditorialità, ha prodotto congiuntamente risultati superiori.

Una cosa che suggerisco sempre è la creazione di manuali operativi.

E’ sfiancante, lo capisco, ma ti permette di non dover trasferire le procedure ogni qualvolta cambia un membro del tuo team. Non vedere i manuali come una serie di rigide regole da seguire, ma come delle linee guida che permettono a chiunque di avere un riferimento immediato della direzione da prendere nella propria sezione di responsabilità.




  • Il concetto di riccio.

Nel suo famoso saggio “Il riccio e la volpe”, Isaiah Berlin ha diviso il mondo in ricci e volpi, basandosi su un'antica parabola greca: "La volpe conosce molte cose, ma il riccio conosce una grande cosa".

La volpe persegue molti scopi e vede il mondo come complesso. Il riccio, al contrario, semplifica il mondo in una singola idea o principio che guida tutto ciò che fa.

Le aziende Good to Great dimostrano una differenza strategica in 2 aree :

  • Costruiscono le loro strategie su una profonda comprensione dei "tre cerchi";

  • Identificano un concetto semplice e cristallino che guida tutti i loro sforzi.


Il concetto di riccio si trova all'incrocio di questi 3 cerchi:

  • Ciò che puoi essere il migliore al mondo,

  • Cosa guida il tuo motore economico,

  • Di cosa sei profondamente appassionato.



Le buone e grandi aziende erano perfettamente chiare sul loro concetto di riccio e lo usavano per guidare tutti i loro sforzi.

La comprensione del tuo concetto di riccio (poteva trovare un nome più carino) farà tutta la differenza del mondo.

Concentrati su cosa ti appassiona, tenendo in considerazione cosa sei talmente abile a fare da diventare il migliore. Tutto questo in relazione a ciò che può “garantirti” un flusso di cassa in grado di sostenere il tuo stile di vita.

Difficile, lo so. Anche le grandi aziende hanno impiegato anni per comprendere a fondo questi tre cerchi. Trovare una risposta, però, ti darà la direzione da prendere in qualsiasi fase del tuo viaggio.

Ovviamente molte definizioni che si trovano in queste letture sono principalmente esplicative, quindi quando Collins ti suggerisce di individuare ciò in cui potresti essere il migliore del mondo, non lo intende nel senso letterario. Qualcosa in cui puoi davvero eccellere nel tuo ambiente e nel tuo mercato, ecco.

Occorre concentrarsi, non disperdere le energie in decine di servizi mediocri, ma basarsi su quello che si trova proprio al centro dei tre cerchi.

I servizi aggiuntivi o correlati possono benissimo esistere purché si manifestino come upselling e cross selling del tuo servizio principale.
Sarai richiesto per un tipo di servizio, a quel punto potrai proporre il resto.




  • La tecnologia come acceleratore.

Le aziende Good to Great sono sempre aggiornate sugli sviluppi tecnologici ma si “servono” di queste per accelerare la fase di crescita non per crearla. Spiego meglio.

Capita di scovare il nuovo supporto tecnologico, l’ultima macchina fotografica, l’ultimo software gestionale ecc… e pensare che questo da solo possa dare un slancio repentino al nostro business. Sai già bene che questo non avviene con questa facilità.

La tecnologia, infatti, funziona quando supporta delle solide basi strategiche e quando abbiamo già individuato il nostro concetto di riccio.

Di conseguenza, non occorre balzare sulle nuove tendenze tecnologiche a casaccio (CDC) ma sfruttane le potenzialità solo quando si adattano al tuo concetto di riccio.




  • Il volano.

 
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Le aziende Good-to-Great hanno applicato questi ingredienti in modo coerente per un lungo periodo di tempo. Non accade tutto in un giorno, non esiste la formula magica e non puoi trasformarti nel Re Mida.

Applicare questi concetti però ti consente di raccogliere i frutti nel tempo e di creare un punto di svolta.

Collins definisce questo processo come un volano che raccoglie lo slancio giro dopo giro, finché non è quasi inarrestabile.

Il successo è un accumulo di innumerevoli decisioni e azioni che generano un tale impulso.

L'effetto Volano: Non importa quanto sia drammatico il risultato finale, le trasformazioni da Good to Great non accadono mai in un colpo solo. Nella costruzione di una grande impresa, non esiste una singola azione, nessun programma grandioso, nessuna innovazione, nessun momento miracoloso. Piuttosto, il processo assomiglia inesorabilmente a un gigantesco volano gigante, che giro dopo giro offre lo slancio fino a un punto di svolta, e oltre.

Tratto dallo stesso libro di Collins.





Immagina il tuo studio come un gigantesco e pesantissimo disco metallico (volano) montato orizzontalmente su un asse. Il tuo compito è quello di far ruotare il volano sull'asse il più velocemente e il più a lungo possibile.

Inizi a spingere con una forza disumana, ti vengono 12 ernie (al disco ironia della sorte) ma riesci comunque a far avanzare questo dannato volano. Continui a spingere e, dopo una fatica immensa e tanta pazienza, il volano completa un giro.

Continui a spingere, e il volano inizia a muoversi un po 'più veloce, e con un sforzo continuo, riesci a creare una seconda rotazione.

E tu che fai ? Continui a spingere ancora e ancora. Tre giri, quattro, sette, il volano prende velocità.

Poi, ad un certo punto: lo slancio.

Il volano va sempre più veloce. Ogni giro del volano si basa sul lavoro svolto in precedenza.

Ora ti chiedo: "Qual è stata la grande spinta che ha creato questa velocità?"

Ti dico già. Non sarai in grado di rispondere; Perchè la domanda non ha senso.

Era la prima spinta? la seconda ? la quinta? No! Sono state tutte insieme a generare quell’inerzia che ha creato velocità.

Il punto di svolta è il risultato dell’accumulo di tutte le scelte strategiche, le decisioni e le azioni che si muovono nella direzione del tuo concetto di riccio.


Guarda ad esempio il volano di Amazon.

Amazon lo conosciamo tutti. E’ più grande e completo e-commerce del mondo che ormai si è insediato nelle nostre vite minacciando prepotentemente le nostre tasche. Eppure Amazon avrebbe potuto farsi prendere dal panico durante il crollo delle dot-com.

Invece, Bezos e il management (da lui selezionato) avevano una comprensione precisa del proprio concetto di riccio e del volano.

Sfruttando questa consapevolezza hanno innovato in modo aggressivo all'interno di quel volano per costruire e accelerare lo slancio.

Amazon non solo è sopravvissuta, ma tutto il resto è storia recente.

Il caso Amazon illustra che è possibile ottenere una visione strategica straordinaria quando si identifica

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Conclusione

La transizione da Good to Great richiede del tempo. Questo passaggio da tutti noi sperato non può prescindere da una profonda coscienza del nostro concetto di riccio.

Chi siamo veramente ? In cosa eccelliamo ? E soprattutto, la cosa che spesso trascuriamo, qual’è la nostra passione ?

Mi soffermerei su quest’ultima domanda. Molti di noi scoprono col tempo che quello che hanno creato non li soddisfa, ne entusiasma più. Questo perché ci rendiamo conto che non rappresenta davvero la nostra passione come pensavamo all’inizio. Non c’è nulla di male, è nella natura dell’uomo.

Che fare allora ? Mollare tutto e ripartire ? O sacrificarci ?

Scelte personali, ma esistono tante opzioni. Una di queste è quella per la quale mi batto nel progetto di photographersbooks, creare uno studio che prescinda dalla tua presenza.

E’ un percorso lungo e tortuoso ma quello che dovresti percorrere. Non significa mollare tutto, non significa neanche lavartene le mani. Significa pensare in maniera imprenditoriale.

La valuta del nostro secolo è il tempo. Il sistema creato in fase di creazione del business model del tuo studio dovrebbe essere interamente basato nel recupero di tempo.

Ok mollo tutto, resto a casa e ho tutto il tempo del mondo.

No ! Il tempo, deve essere associato al concetto di attività che genera flusso di cassa senza il tuo impiego diretto.

La domanda è: può il tuo studio generare entrate senza il tuo intervento ?

Tempo fa, un libro per certi versi favoletta, “Padre ricco padre povero” sosteneva che il segreto è puntare alla ricchezza non ai soldi.

La differenza è sostanziale. La ricchezza si raggiunge solo quando il tuo stile di vita può essere sostenuto da quelli che vengono definiti Passive Income, ovvero le entrate generate senza il tuo attivo intervento (=tempo).


Edoardo MorinaCommenta