PURPLE COW

di Seth Godin

Purple Cow: un’idea rivoluzionaria

Vi siete mai chiesti perché alcune aziende hanno successo e altre no? Perchè alcuni fotografi riescono ad ottenere un numero di consensi e servizi maggiori rispetto ad altri ? E' veramente solo una questione di qualità ?

Purple Cow letteralmente significa “Mucca Viola”, e già la sua semplice traduzione vi dà l’idea di un qualcosa di differente, di unico nel suo genere.

Qualcosa che non si era mai vista prima. Proprio come le nuove idee che Godin affronta nel suo saggio.

Analizziamo l’essenza della strategia Purple Cow e cerchiamo di ottimizzarla all’interno di un’azienda, specie nel mondo della fotografia dove la tecnologia avanza a vista d’occhio e spesso si fa fatica a starle dietro a livello competitivo con idee aziendali vincenti nel lungo periodo. 

L'essenza della Purple Cow - il motivo per cui chi la sceglie brillerà tra una folla di mucche perfettamente competenti, anche innegabilmente eccellenti, ma pur sempre invisibili - è che si fa notare.

Chi ha mai visto una Mucca Viola? È normale che susciti inevitabilmente interesse e desti la curiosità. Vale la pena fare qualcosa di straordinario, dunque, per suscitare attenzione. Prodotti noiosi, idee noiose, diventano invisibili in fretta. 

Purple Cow, dunque, è un'espressione originale (appunto) per definire un concetto semplice: differenziarsi per far fiorire la vostra azienda in maniera differente, raggiungendo il successo laddove non tutti riescono!

Purple Cow è un saggio su ciò che serve per creare e vendere qualcosa di notevole. È un manifesto per chiunque voglia fare la differenza nel proprio studio aiutando a creare servizi e prodotti che in primis valga la pena diffondere. Non solo perché vivere la vita con passione e coraggio è sempre l'alternativa vincente, ma anche perché è l'unico modo davvero veloce ed efficace per avere successo. 

Pronti a scoprire la Mucca Viola che è in voi? Cominciamo?


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I concetti chiave

Prima di approfondirli uno per uno nel corso di questo articolo riassuntivo della strategia di Seth Godin Purple Cow, ecco una mappa dei punti salienti che il libro affronta, in maniera tale da avere un terreno comune nel quale muoverci in maniera fluida ed efficace:

  • Il mondo è pieno di cose noiose – le classiche mucche bianche e marroni che siamo abituati a vedere - ecco perché così poche persone rimangono incantate (pur essendo le mucche degli animali rispettabili e utilissimi, sia chiaro). Imparate ad essere notati, diventate mucche viola e vincerete, se non altro l’attenzione di tutti i presenti;

  • Se volete fallire nel vostro business c’è un metodo sicuro: essere noiosi. La vostra unica possibilità di successo è, dunque, essere notati. Bisogna lavorare in questa direzione;

  • Il Remarkable Marketing è l'arte di costruire cose che vale la pena notare. I vostri prodotti o servizi devono essere notevoli, notati, e possibilmente attuare sempre delle strategie innovative ed efficaci per continuare ad esserlo nel lungo periodo;

  • Per controllare l’andamento del vostro business, agire con delle tecniche di marketing last-minute non serve; ciò che rende davvero efficace la ricerca e lo studio è capire fin dall'inizio se la vostra offerta in sé è notevole o meno in quanto tale, quindi se è più o meno invisibile a prescindere da quanto spendiate in fatto pubblicità;

  • Non vi dovete conformare anche se tutti gli altri sembrano seguire la stessa corrente: continuate essere originali, perché sono la vostra passione, il vostro coraggio e la vostra audacia che alla fine avranno la meglio;

  • Il marketing non ha senso. Questa ve la spiego meglio.

Ovvio che il marketing è fondamentale per il successo del vostro business legato alla fotografia. Ripensarlo, però, ha ancora più senso. Quello che intendo è che pur essendoci regole comunemente seguire, in realtà non ci sono regole affatto!

Se ci pensate bene (e ve lo voglio spiegare con gli esempi che fa lo stesso Godin), cosa hanno in comune un Four Seasons e un Motel 6?  Seppure entrambe le società hanno avuto un successo straordinario e una crescita esponenziale negli anni, non potrebbero essere più diverse. E perché allora differenti idee e strategie funzionano e convivono in maniera parallela? E che dire di Nokia (che piazzava il suo nuovo hardware ogni 30 giorni o giù di lì) e Nintendo (commercializzando lo stesso Game Boy per 14 anni consecutivi)? In nessun altro campo troviamo esempi così diversificati di successo. 

Certo, alcune strategie che hanno funzionato in passato sono difficilmente applicabili nel mondo di oggi, in costante aggiornamento software e tecnologico, sempre in movimento e in costante crescita. Eppure viene ancora da pensare che, seguendo le loro strategie, le cose potrebbero funzionare anche per noi.  Se hanno funzionato una volta possono continuare a farlo, no? 

In realtà non sempre è così, proprio perché, come abbiamo detto, l’evidenza che tutte quelle aziende hanno in comune è che in comune non hanno proprio nulla. Rappresentano, piuttosto, delle proficue anomalie di mercato. Viaggiano su binari opposti, ma altrettanto efficaci: veloce o lento, molto esclusivo o molto economico, estremamente grande o estremamente piccolo. Ognuno con la propria fetta particolare e dedicata. Per cui fare ciò che altri hanno fatto prima di noi non ha molto senso. Seguire il leader di mercato, seppure è stato capace di realizzare qualcosa di straordinario, è inutile a fini del Remarkable Marketing, perché si batterebbe un terreno già battuto. E noi vogliamo essere originali e notevoli, giusto?


Rivedere il marketing oggi, i prodotti vincenti e il loro perché. 

Quarant'anni fa, Ron Simek, proprietario del Tombstone Tap a Medford, nel Wisconsin, ha deciso di offrire ai suoi clienti una versione congelata della sua famosa pizza. La pizza aveva la particolarità, oltre ad essere congelata, di attecchire con la sua economicità ed unicità in un'area geografica dove esisteva solo un negozio di alimentari. La sua idea vincente si fece notare subito, tanto che alla fine la celebre Kraft ne comprò il marchio. Lo pubblicizzò talmente tanto, comunicando in maniera vincente la serietà dell’impasto e il controllo degli ingredienti. Lo so, il pensiero di una pizza surgelata fa rabbrividire anche me, ma qui non è il nostro spiccato gusto italico l'argomento di discussione. Nel mondo hanno persino mangiato biliardi di scatolette Tulip (non so se qualcuno le ricorda), quindi scandalizziamoci ma fino ad un certo punto.

L’esempio di Godin è una classica grande storia di successo all’americana: inventare un bene prodotto che tutti vogliono, pubblicizzarlo alle masse, guadagnare miliardi.  

Ma quella strategia non funzionava solo per la pizza, ovviamente. Ha funzionato per quasi tutto e anche in ambiti totalmente differenti, quali ad esempio il settore farmaceutico. Pensiamo ad un prodotto come l'aspirina, che è entrato velocemente nelle case di tutti. Immaginate quanto sarebbe stato divertente essere l’azienda che per prima ha commercializzato l’aspirina nel mercato, e pensate anche a quanto lo sarebbe stato assistere alla prima “somministrazione” del prodotto. Perché l’aspirina è stata immediatamente efficace. Non tanto perché non esisteva – altri rimedi naturali per curare malanni generici già erano sulla bocca di tutti - quanto perché era un prodotto “nuovo” nel mercato farmaceutico del quale aveva bisogno quasi ogni persona sulla faccia della terra. Era semplice. Era efficace. Era notevole. Un prodotto poco costoso, facile da provare e che ha consentito a tante persone di curarsi. Ovviamente, è stato un successo esplosivo!!!

Oggi esistono centinaia di alternative di marche differenti. Ciascuna di queste marche presenta delle variazioni, creando una rosa di prodotti diversi tra cui scegliere. Ora, però, il mercato è saturo. Pensate che sia facile essere un analgesico oggi? 

E cosa fanno le aziende che decidono di puntare a mercati già saturi? Seguendo la logica 1.0, la risposta è ovvia: se hai soldi a disposizione e credi nel tuo prodotto l’idea è spendere tutto ciò che hai per comprare tonnellate pubblicità online. Ma non sempre questo basta. Se non sei notevole i soldi non potranno comprare il successo.

Quando ci troviamo di fronte a delle scelte stilistiche siamo sempre portati a pensare “i clienti chiedono questo” ! Probabilmente è vero che la maggioranza dei potenziali “consumatori” del nostro servizio saranno attratti da uno stile che hanno già visto e che quindi si aspettano. Ma è altrettanto vero che esattamente come noi fotografano centinaia, migliaia e forse più fotografi. Cosa ci distingue quindi ? Cosa potrebbe far propendere verso la nostra proposta rispetto ad un’altra. La risposta è abbastanza semplice: il prezzo. Questo perché ci presentiamo come un analgesico. 

La risposta seppur semplificata, in quanto possono entrare in gioco altri aspetti legati a strategie di marketing più complesse, ci deve far riflettere. 

Possiamo permetterci una politica di prezzi al ribasso che difficilmente, in un ambiente dalle barriere d’entrata inesistenti, tenderà al costante ribasso ?

Io credo che mostrare quello che a noi piace, nel rispetto della nostra funzione, potrà nel lungo periodo solo portare giovamento. 

Piaccio a pochi, quei pochi mi scelgono per quello che piaccio non per quello che costo.

E’ dura ? Si, lo è.  E’ una strategia semplice ? Niente affatto.  Esistono nel lungo periodo alternative altrettanto valide e più sicure ? Non credo proprio.


Il target

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Quando impostate la vostra strategia di vendita e comunicazione ci sono alcuni problemi che bisogna affrontare.

Innanzitutto, dato che mi rivolgo a tutti voi che lavorate nel mondo della fotografia, avete bisogno delle persone che vogliono comprare i vostri servizi. È un mercato enorme, ma non per questo ogni servizio è vendibile allo stesso modo. Una volta individuate le persone che acquistano un determinato servizio fotografico, ad esempio, dovrete capire anche quali persone vogliono comprare un nuovo servizio differente. In particolare il vostro! Da anni ormai si parla di fidelizzazione e senso di appartenenza al marchio, ecco perché sono in molti a scegliere quasi sempre l’“originale”, con il quale sono cresciuti, rispetto al nuovo arrivato. Infine, dovrete trovare le persone che sono disposte ad ascoltare ciò avete da dire. 

La stragrande maggioranza delle persone è troppo occupata e tenderà ad ignorarvi, indipendentemente dal numero di annunci che acquistate o dalla qualità del servizio stesso. Ecco che siete passati da un mercato enorme ad un pubblico frazionato di persone occupate, da destare con altri metodi. D’altra parte, non solo queste persone sono difficili da fare trovare, ma sono anche pignole. Essere primi nella categoria della pizza surgelata è stata una buona idea. Essere primi in antidolorifici era un'idea ancora migliore. Ma quello era il passato. Il mercato di oggi impone nuove sfide. E bisogna adeguarsi in fretta. 

Non si potrà certo pensare di essere primi in alcun settore della fotografia, ma potremmo esserlo nel modo di proporre un determinato aspetto. 

Godin ci restituisce una “triste” verità sul marketing: quasi tutto, dice l’autore, sia che si tratti di un prodotto o di un servizio, che sia commercializzato per i consumatori o per le aziende, non è acquistabile dalle persone comuni: non hanno i soldi, non hanno il tempo, o non lo vogliono.

E sono problemi seri. Un pubblico che non ha i soldi per comprare quello che state vendendo al prezzo che dovete vendere non è un mercato. Un pubblico che non ha il tempo di ascoltare e capire il vostro tono, o che decide che quello che vendete non lo vuole, vi tratterà come se il vostro prodotto e voi stessi foste invisibili. E non andrete molto lontano.


Le nuove regole del gioco

La vecchia regola era questa: creare prodotti sicuri e combinarli con un grande marketing. Prodotti medi per persone medie. Ma la regola è passata di moda ormai. 

La nuova regola è: creare prodotti straordinari che le persone giuste cercano. Non tutte, ma quelle che contano. Più il mercato è intransigente, più il mercato è affollato, più avrete bisogno di una Purple Cow. Le mezze misure falliranno. Creare i prodotti da zero è più semplice, ma anche revisionare il prodotto fornendogli dei miglioramenti è importante per avere profitto. L’importante è diventare una Mucca Viola. E con l’aiuto di Seth vi spiegherò come fare.


La strategia vincente: la Mucca Viola

Perché ci sono così poche mucche viola

Se essere una Mucca Viola è un modo così efficace per rompere il disordine del marketing contemporaneo, perché non tutti lo fanno? Una ragione è che la gente pensa che il contrario di notevole sia qualcosa di “scadente” o “fatto male”. Hanno torto. In realtà sono poche le aziende che vendono prodotti scadenti. La maggior parte vende cose che sono abbastanza buone. Ecco perché il contrario di notevole non è “fatto male” ma “fatto bene”. Molti vorrebbero comunicare l’idea che ci sono troppo poche idee e che quelle grandi siano difficili da commercializzare. Ma è un’assurdità. Ce ne sono molte, solo che non si fanno notare. Sono buone idee ma non si distinguono. 

Un altro motivo per cui la Purple Cow è così rara è perché le persone oggi sono spaventate nel prendersi dei rischi. Se vi fate notare è probabile che ad alcune persone non piacciate. Ma è proprio questo a far parte del gioco. È l’essenza del farsi notare. Purché se ne parli, come dicono in molti. Nessuno ottiene lodi unanimi in assoluto.

Ma ricordate: le critiche arrivano a coloro che si distinguono. E voi dovete per forza distinguervi per avere successo.

Giocare sul sicuro seguendo le regole sembra il modo migliore per evitare il fallimento. Eppure, ricorda Godin, quello è un modello terribilmente “pericoloso”. Le regole del marketing attuali non funzionano più. In un mercato affollato, seguire le regole è pericoloso. In un mercato affollato, dove ci sono così poche Mucche Viola, non differenziarsi equivale a essere invisibile. Ed invisibile vuol dire assenza di mercato.

Quindi sembra che ci troviamo di fronte a due scelte. O essere invisibili, non criticati, anonimi, e sicuri o scegliere la possibilità della vera grandezza: l'unicità e la Purple Cow.

Il punto è semplice, ma lo voglio ripetere ancora una volta: noioso porta sempre al fallimento. Noioso è sempre la strategia più rischiosa. Gli uomini d'affari intelligenti lo capiscono e lavorano per minimizzare tale rischio. Sanno che a volte non funziona, ma accettano il fatto che la sfida vada rinnovata. Notevole è il nuovo sicuro.


I vantaggi della Mucca Viola. 

Perché ripaga molto essere una mucca viola

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Scegliere la Mucca Viola e la sua volontà di distinguersi ed essere notati continua a dimostrare il suo valore nel mercato. In cambio di assumersi il rischio, i creatori di una Mucca Viola ottengono un enorme vantaggio quando lo fanno bene. 

Godin fa l’esempio del colosso della caffetteria Starbucks, esploso come un boom alcuni anni fa. Oggi sono normali, convenzionali, “noiosi”, come dice Godin. Ma quello scoppio di innovazione e intuizione ha permesso loro di espandersi in migliaia di negozi in tutto il mondo. Per dimostrare la sua teoria, Godin confronta la crescita di Starbucks con quella di un’azienda come Maxwell House. Dieci anni fa, tutto il valore del marchio nel caffè risiedeva con quest’ultima, non certo con Starbucks. Maxwell House era sicura, un’istituzione, pensavano in molti, difficilmente scavalcabile. Un decennio dopo guardate cosa è successo! E Starbucks non ha di certo inventato un prodotto storico come il caffè: lo ha preso, trasformato, impacchettato, conferendogli uno stile di vita. Questo vuol dire essere notevoli. Eppure, Starbucks per Godin è noioso.

Il che ci porta ad un’altra importante verità della Purple Cow: mai sedersi sugli allori!

Una volta che avete creato qualcosa di straordinario, dunque, la sfida è fare due cose contemporaneamente: 

  1. Mungere la Mucca Viola per tutto ciò che vale. Scoprite come estendere il valore del vostro prodotto per trarne profitto il più a lungo possibile (impostando una strategia “viola” di lungo periodo);

  2. Costruire un ambiente dove è più probabile che voi possiate continuare ad inventare una Purple Cow completamente nuova in tempo per sostituire la prima quando i suoi benefici si allontanano inevitabilmente.

Se ci pensate, questi sono due obiettivi contraddittori. Il creatore di una Purple Cow gode dei profitti, riconoscimenti e sentimenti di onniscienza che vengono assieme al successo. Nessuno penserebbe mai che tale successo possa terminare, portando al fallimento nel lungo periodo. Eppure può accadere. Ecco perché la cosa importante è creare una nuova mucca, reinvestendo quei profitti senza sedersi sugli allori. Non correte rischi inutili. È troppo facile decidere di sedersi, non razionalizzando che state spendendo tempo ed energia per celebrare ciò che avete già ottenuto invece di investire nel futuro. Quindi ecco un suggerimento semplice e tangibile per voi: 

Create due squadre distinte. Godin li chiama “inventori” e “lattai”. I primi sono i pionieri, quelli che guardano avanti, che non si accontentano. I secondi sono quelli che raccolgono il latte della mucca continuando a spremerla senza capire che se non la alimentano la mucca smetterà di produrre. Prendete queste due categorie, dice Godin, e mettetele in edifici separati e tenete una cerimonia formale quando spostate un prodotto da un gruppo all'altro. Festeggiate entrambi e conoscete le persone di ogni gruppo, avendo cura di capire chi sta in quale gruppo. 

Se questo può funzionare in aziende da budget e risorse certamente differenti da quelle in cui operiamo noi stessi, può certamente fornirci dei suggerimenti interessanti. 

Il primo è quello di non sentirsi mai arrivati, le tendenze cambiano e con loro le esigenze, quindi mai fermarsi nella ricerca e nell’analisi dei bisogni dei nostri potenziali clienti. Basti pensare a come è mutato il mercato dall’avvento del digitale. Il nostro “lavoro” ha assunto una nuova forma, potremmo quasi dire che questo è totalmente mutato in qualcosa con delle esigenze per certi versi interamente differenti. Se la stampa poteva considerarsi la realizzazione finale di un nostro servizio, oggi la tempestività e la possibilità di condivisione sono diventati aspetti assolutamente determinanti. Domani, non in un futuro remoto, le esigenze muteranno ancora con l’avvento di nuove tecnologie e piattaforme di condivisione sempre differenti. E se fossimo noi i precursori ? Questo genererebbe un vantaggio competitivo enorme che ci metterebbe nella posizione di mungere la Vacca Viola nello stesso tempo in cui le nostre meningi vengono spremute per l’ideazione di qualcosa di nuovo.

In secondo luogo, qualora il nostro studio dovesse godere già di una buona quota di mercato, occorre "mungere" per raggiungere la massimizzazione del profitto. Questo processo deve avvenire in maniera assolutamente efficiente, senza trascurare alcun aspetto che potrebbe generare crescita nelle entrate. Ovviamente non dimenticando il fatto che ognuno di noi, come professionista, ha un ciclo di vita legato al tipo di servizio che offre. Reinventarsi significa proprio estendere il ciclo di vita della nostra attività.


Cosa deve fare l’azienda (e il marketer) oggi

Essere più inventori (e meno lattai)

Se la Purple Cow è ora una delle strategie più seguite del marketing è perché ha comportato una serie di grandi implicazioni per le imprese di oggi. Di fatto, questa idea rivoluzionaria ha cambiato la definizione stessa di marketing come la conosciamo.

Un tempo il marketing era come l’ingegneria: un prodotto veniva inventato, costruito, prodotto e commercializzato per le vendite secondo i principi del mercato. Il marketing era sinonimo di “pubblicità” e si basava sulla comunicazione dei valori di un bene dopo che era stato sviluppato e prodotto per la vendita al consumatore finale.

Quello che ci dice Godin è che questa strategia, in realtà, non funziona poi molto.

Il marketing è l'atto di inventare il prodotto. Lo sforzo di progettarlo. L'arte di produrlo. L'arte di fissarlo. La tecnica di venderlo. Non è la sua evoluzione finale, quanto piuttosto una idea che nasce fin dal principio. Dal bisogno essenziale delle persone di vedere con i propri occhi qualcosa di diverso, più che di nuovo. Qualcosa che già dal colore (passatemi la metafora) assume un valore inestimabile. Come quando furono creati i computer Apple. Erano pur sempre computer. Ma erano diversi, originali, e si facevano notare. Come può, dunque, una società di Purple Cow non essere gestita da un marketer? Un marketer inventore, però, e non lattaio.

Aziende che creano Purple Cows, come JetBlue Airways, Hasbro, Polonia Spring e Starbucks devono essere gestite da esperti di marketing. Godin ci racconta di come il CEO di JetBlue abbia preso una decisione critica fin dal primo giorno: ha messo in cima all’azienda proprio il responsabile marketing di progettazione e formazione del prodotto. La compagnia, infatti, fin da subito ha compreso come la vendita e la comunicazione di valore siano altrettanto importanti del valore stesso. In un mondo in cui tutto ciò di cui abbiamo bisogno è sempre “molto buono” e dove quasi tutto il profitto proviene da aziende che seguono la strategia Purple Cow, dobbiamo essere tutti necessariamente dei marketer.

Avete la possibilità di reinventare chi siete e cosa fate. La vostra azienda deve rinascere fin dal principio, tornando alla idea originale: basta coinvolgere il marketer che alberga in noi.


10 MODI PER CREARE UNA MUCCA VIOLA

 

Fare e commercializzare qualcosa di straordinario significa attuare nuove pratiche. Ecco 10 suggerimenti pratici per iniziare a creare la vostra strategia Purple Cow.

  1. Differenziate i clienti. Trovate il gruppo che è più redditizio. È molto probabile che quel gruppo influenzi altri clienti. Scoprite come sviluppare, pubblicizzare o premiare i gruppi di attenzione verso il vostro servizio. Ignorate il resto. Soddisfare i clienti è sempre la scelta giusta per avere successo nel lungo periodo;

  2. Se potessi scegliere come target una nicchia non ancora punzecchiata dal marketing quale sarebbe? Perché, ci invita Godin, non lanciare un prodotto per competere con un nuovo mercato?

  3. Create due squadre distinte. Godin li chiama “inventori” e “lattai”. I primi sono i pionieri, quelli che guardano avanti, che non si accontentano. I secondi sono quelli che raccolgono il latte della mucca continuando a spremerla senza capire che se non la alimentano la mucca smetterà di produrre. Prendete queste due categorie, dice Godin, e mettetele in edifici separati e tenete una cerimonia formale quando spostate un prodotto da un gruppo all'altro. Festeggiateli entrambi, perché vi serviranno sempre come metro di giudizio per le vostre strategie future;

  4. Raccogliete gli indirizzi email di almeno il 20% della vostra base clienti. Ancora non ce l’avete? Iniziate a prenderli. E non finisce qui. Ora pensate a cosa potreste fare per loro per essere speciale ed originale? E fatelo!

  5. Non è essenziale fare sempre le cose in pompa magna. Per essere notati può bastare anche una piccola cosa, una piccola attenzione. Può essere il modo in cui rispondete al telefono, lanciate un nuovo marchio o date una valutazione su un accessorio per la macchina fotografica. Abituarsi a fare la cosa “non sicura” ogni volta che si ha l'opportunità è il modo migliore per vedere cosa funziona e cosa no. E stare vicino al cliente è la cosa più importante per andare avanti nel lungo periodo;

  6. Esplorate i limiti. Che cosa succede se siete i più economici, i più veloci, i più lenti, i più caldi, i più freddi, i più facili, i più efficienti, i più rumorosi, i più odiati, i più duri, i più vecchi, i più nuovi, o solo i più! Se c'è un limite, dovete provarlo. E quale metodo migliore che chiedere ai vostri clienti?

  7. Pensate in piccolo. Pensate al più piccolo mercato concepibile e pensate un prodotto che potrebbe travolgerlo con la sua capacità di essere notato. Partite da lì;

  8. Cercate le cose che “non sono state ancora fatte” nel vostro settore, e poi andate avanti e fatelo. Ad esempio, JetBlue Airways ha quasi istituito un codice di abbigliamento per i suoi passeggeri! La compagnia continua a giocare con i buoni regalo. Un editore di libri potrebbe mettere in vendita gratis un libro per un certo periodo di tempo ecc.;

  9. Non dire sempre “No”! Quasi tutto ciò che non fate è il risultato della paura o dell'inerzia o della mancanza di qualcuno nel vostro team che vi chieda in maniera cristallina: “Perché no?”.

  10. Cosa succederebbe se diceste semplicemente la verità all'interno della vostra azienda e ai vostri clienti?

 

 

Bene, alla fine di questo viaggio avete tutte le carte in regola per partire alla ricerca della vostra Mucca Viola, che sono certo aspetta solo voi!


APPENDICE

Lo SPEECH di Seth Godin al TED. Non preoccuparti i sottotitoli sono interamente in Italiano :)


L’autore

Seth Godin è un autore di bestseller, imprenditore e ispiratore del cambiamento, specie a livello imprenditoriale. Godin è l’autore di cinque libri divenuti presto dei bestseller in tutto il mondo e ha cambiato il modo in cui la gente pensa e ripensa il marketing oggi, così come l’idea di cambiamento sociale e il lavoro imprenditoriale. Il suo ultimo libro, Purple Cow, è stato il più venduto tra i bestseller sia del New York Times che del Wall Street Journal. 

l saggio affronta l’argomento del Remarkable Marketing, un ramo del marketing che spiega alle imprese come farsi notare nel mondo competitivo dell’imprenditoria, attuando delle tecniche per trasformarsi velocemente, pensare idee innovative e anche strategie comunicative originali, diventando più produttive. Godin è anche un oratore famoso, nonché fondatore e CEO di Yoyodyne, società leader del settore di marketing che Yahoo! ha acquisito alla fine del 1998. 

Divenuto ormai un business coach, Godin è considerato “l'ultimo imprenditore” dagli addetti ai lavori.


DISCUTIAMONE INSIEME

Edoardo Morina